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ArchivipernapoliIl progetto Archivi per Napoli, avviato con la collaborazione informatica dell’Istituto di Cibernetica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Napoli si propone di costituire un sistema informativo cittadino finalizzato alla condivisione e alla fruibilità di risorse culturali relative al ricco patrimonio archivistico della città. “Domiciliato” presso diversi centri e istituti di cultura, questo è costituito da fonti archivistiche legate da un’intensa rete di relazioni storiche, intessute da istituzioni, famiglie, persone che del loro operare e dei loro reciproci rapporti hanno lasciato significative testimonianze documentarie. Tracce diffuse, a volte frammentarie e da ricomporre, in ogni caso preziose, di avvenimenti e di momenti brevi e strepitosi come di processi storici di più o meno lunga durata, di vita quotidiana, di personalità eminenti o comuni, che hanno caratterizzato la lunga vita della città di Napoli. Allo stesso tempo chi lavora a riconoscere e a rimettere in ordine i tanti segmenti di questa storia avverte il disagio di un’informazione sempre troppo parziale, perché legata a luoghi e sistemi di conservazione e di informazione che non dialogano. Emerge allora il bisogno di un quadro più complessivo e integrato di conoscenze sui nuclei documentari esistenti, sulle loro relazioni reciproche, sui soggetti – istituzioni, famiglie, persone – da cui provengono, sulle istituzioni che li conservano e che ne curano la valorizzazione e la consultazione.Da questo tipo di esigenze, scaturiscono i numerosi progetti in ambito storico – artistico, bibliotecario e archivistico, con cui, a livello locale e nazionale si sta provando a condividere e a rendere fruibili conoscenze e informazioni funzionali alla ricerca.

Nell’intento di andare incontro a un bisogno effettivo e diffuso, il progetto “Archivi per Napoli”, promosso dall’Archivio di Stato di Napoli, si propone pertanto di favorire la costituzione di una banca dati del patrimonio documentario della città, a partire da quello di pertinenza statale, descrivendo separatamente, come riconosciuto dalla comunità archivistica internazionale, gli archivi (non ancora le loro serie e le singole unità documentarie) e i soggetti che li hanno prodotti, e dando notizia degli stessi istituti su cui ricade il compito della loro conservazione.
Istituzioni di cultura di diverso ambito di attività, biblioteche, archivi, soprintendenze, musei, accademie, possono, sulla base di regole comuni, far confluire le conoscenze sul proprio patrimonio, sempre aggiornabili e implementabili, in un sistema in cui vengano a integrarsi con quelle offerte dagli altri aderenti al progetto, contribuendo così a comporre un grande, unitario archivio virtuale che, come una bussola per il navigante, sia di aiuto al ricercatore per orientarsi nel labirinto degli archivi della città. Elemento prioritario, ma non sempre universalmente accettato e riconosciuto, della descrizione degli archivi e delle istituzioni è la denominazione, fondamentale elemento identificativo e, in entrambi i casi, principale chiave d’accesso alle informazioni. La condivisione delle risorse, a questo proposito, non può che favorire la normalizzazione di questo genere di dati. Nel tracciato della descrizione degli archivi un ruolo di particolare rilievo ha anche il riferimento a archivi collegati, contenenti documenti con la medesima provenienza di quello che si sta descrivendo, perché consente di ricollegare parti di un medesimo archivio oggi smembrate. Le informazioni infine sulle competenze funzionali e territoriali delle istituzioni e i cenni biografici su famiglie e persone possono costituire una preziosa chiave interpretativa delle fonti archivistiche, per accedere alle quali, come si sa, più che la conoscenza di materie e di fatti, conta piuttosto quella di attribuzioni e di ambiti di attività.

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ultima revisione: 10 dicembre 2014