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5 Giugno 2015 - 30 Settembre 2015 - Evento Concluso

Venerdì 5 giugno 2015 alle ore 10.00, nella sala Filangieri dell’Archivio di Stato di Napoli sarà inaugurata la mostra documentaria, iconografica e bibliografica I GRECI IN CAMPANIA: 500 ANNI DI STORIA, curata da Jannis Korinthios.

Negli spazi del Chiostro del Platano, proprio nel cuore di Napoli, si propone per la prima volta la storia moderna dei greci di Napoli e della Campania, grazie ad una piena e proficua sinergia tra l’Archivio di Stato di Napoli, la Comunità Ellenica di Napoli e Campania, la Federazione delle Comunità e Confraternite Elleniche d’Italia e l’Archivio privato Typaldos.

Questa Mostra è il primo evento sinergico di una serie di manifestazioni che sono già state programmate lungo il prossimo triennio per celebrare la presenza dei greci dal ‘500 ad oggi.

L’esposizione offre un contributo sostanzialmente inedito sulla diaspora dei greci, privilegiando un allestimento che promuove la cultura condivisa e il rispetto della memoria storica cittadina.

La narrazione della storia della comunità greca prende le mosse proprio dalla costruzione della chiesa dei SS. Apostoli Pietro e Paolo nel 1518 da parte di Tommaso Asan Paleologo.

Si dilunga poi sull’esodo in Occidente delle popolazioni del Levante, in un periodo di grave pericolo per la sopravvivenza dell’Ellenismo e delle popolazioni del cristianesimo orientale, dopo la caduta di Costantinopoli e l’espansione ottomana.

L’arrivo in Italia della magna graecorum multitudo favorì la nascita di numerose comunità diasporiche, che diffusero la cultura greca e favorirono altresì gli scambi – non solo culturali – tra l’Occidente e il Levante cristiano.

La diaspora dei greci è un nodo imprescindibile per rileggere non solo la storia dell’Ellenismo moderno e la storia stessa dell’Europa, ma anche la storia economica, demografica e culturale delle città, dei paesi e delle regioni che accolsero numerosi flussi migratori in tempi diversi, sempre regolati da un sistema di capitolazioni e concessioni privilegiate con il riconoscimento delle comunità come minoranze nazionali e religiose protette.

Documenti mai esposti finora raccontano la storia dei greci di Napoli, fin dalla costituzione della fratria dei nazionali greci nel 1536, due anni dopo l’arrivo dei coronei evacuati da Carlo V dal Peloponneso.

Si espongono riproduzioni fotografiche dei codici portati dai greci durante il XVI sec., per gentile concessione della Biblioteca Nazionale di Napoli/Settore Manoscritti.

Si narrano in seguito alcune pagine della comunità ellenica di Napoli, una comunità dinamica e fiorente, che riuscì a integrarsi nel cuore stesso della capitale del regno vicereale.

Ampio spazio è dedicato al pittore Belisario Corenzio, Il Greco di Napoli, priore del sodalizio nazionale, grazie all’esposizione di importanti documenti notarili e alle riproduzioni fotografiche di alcune sue opere firmate da Luciano Pedicini e pubblicate nella monografia di Panagiotis Ioannou, Belisario Corenzio. La vita e la sua opera (in greco), ed. Istituto Ellenico di Studi Bizantini e Postbizantini di Venezia e Istituto di Studi Mediterranei (Grecia), 2011.

In mostra si espone anche il primo statuto notarile della chiesa e confraternita dei nazionali greci in Napoli del 1593.

La narrazione si sofferma poi su alcuni personaggi illustri, che presero parte attivamente alla vita comunitaria e cittadina e a iniziative per il risorgimento della Grecia.

Una sezione è dedicata al reggimento Real Macedone fondato dai Borbone nel 1739, arruolando greci dell’Epiro, della Macedonia, della Morea e delle Isole Ionie.

In seguito si narra il ruolo dei greci di Napoli e dei liberali italiani al risorgimento della Grecia. Un pannello è dedicato alla guerra greco-turca del 1897 e al comitato Pro Candia costituito a Napoli alla fine dell’800 per sostenere l’indipendenza di Creta. Un altro presenta la figura di Costantino Triantafillis, docente pioniere della prima cattedra universitaria di lingua e letteratura neogreca.

Uno spazio significativo è dedicato chiaramente all’importante famiglia Typaldos durante gli ultimi 150 anni.

In mostra sono inoltre esposte alcune piante che mostrano il vico de’Greci nei secoli con alcuni riferimenti su vicende toponomastiche, nonché molte testimonianze della vita della comunità dopo l’Unità d’Italia, attraverso fotografie, cimeli, icone, stampe, oggetti e documenti d’epoca.

Un settore concerne l’incendio di Salonicco del 1917 e la diaspora della comunità ebraica.

Il capitolo del fascismo e delle leggi di guerra è trattato per la prima volta in assoluto in una sezione dove si è scelto di narrare la vicenda dei greci e dei greci ebrei di Napoli nel periodo 1940-1945, offrendo alcune inedite testimonianze sui campi di internamento e sul loro rientro a Napoli dopo la fine della guerra per il recupero delle proprietà sequestrate in quanto beni nemici.

In chiusura si espongono alcuni documenti sul governo ellenico in esilio a Cava de’Tirreni nell’autunno del 1944, pannelli fotografici sugli espatriati greci del Dodecaneso in Italia e sulla missione nel 1948 di Spiridione Marinatos per il recupero delle antichità trafugate durante la guerra.

La rinascita nel dopoguerra è infine documentata con la vicenda della chiesa sfuggita miracolosamente ad una progettata demolizione, essendo l’unico edificio rimasto in piedi dell’antico rione dei Guantai, pur soffocato da altissimi palazzi, che prima costituiva una delle più elevate quote altimetriche.

 

All’inaugurazione interverranno, Imma Ascione, direttrice dell’Archivio di Stato di Napoli, Michael Kokkinos, direttore generale del Segretariato Generale per i Greci all’Estero del Ministero degli Esteri della Repubblica Ellenica, Alexandros Tomasos, console onorario di Grecia, Stefano Caldoro, presidente della Regione Campania, Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, Marco Galdi, presidente della Società Filellenica Italiana, Elsa Evangelista, direttore del conservatorio San Pietro a Majella, Pier Luigi Campagnano, presidente della Comunità Ebraica di Napoli, Paul Kyprianou, presidente della Comunità Ellenica di Napoli e Campania e Jannis Korinthios, che presenterà la mostra, insieme con Sotiris Papadimitriou.

 

La mostra sarà aperta dal 5 giugno al 30 settembre il lunedì e il giovedì alle 9.30 e alle 11.30 con ingresso gratuito.

La mostra sarà visitabile anche nella giornata di domenica 20 settembre (ore 9.15-12.45, ultimo ingresso ore 12.15) in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2015.

Visite guidate alla mostra su prenotazione: tel.0815638256 e-mail: as-na@beniculturali.it.

 

Il comitato organizzativo della Mostra è diretto da Jannis Korinthios, Rossana Spadaccini, Paul Kyprianou e Sotiris Papadimitriou con la collaborazione di Giovanna Caridei, Maria Maiorano, Giuseppina Raimo, Giuliana Ricciardi e Ferdinando Salemme.

L’allestimento della mostra è firmato da Sotiris Papadimitriou.

 

La mostra è realizzata con il patrocinio del Ministero Italiano dei Beni Culturali, del Ministero Ellenico degli Affari Esteri, della Regione Campania, del Comune di Napoli, della Società Filellenica Italiana, della Foundation for Research and Technology – Hellas (FORTH) Institute for Mediterranean Studies, dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, del Conservatorio San Pietro a Majella, della Comunità Ebraica di Napoli, del Comune di Pylos/Nestor, della Maniatakeion Foundation, della Fondazione ODCEC di Napoli e dell’Ordine Ingegneri della Provincia di Napoli e con il sostegno del Console Onorario di Grecia a Napoli.

Gli organizzatori ringraziano la famiglia Typaldos per il prezioso contributo offerto per l’allestimento di questa Mostra.

 

Alla mostra è associato il Convegno internazionale di studi che si terrà venerdì 26 giugno 2015 dalle ore 9.00 presso la sala del Capitolo del complesso di San Domenico Maggiore. A seguire, alle ore 19.00, presso il Conservatorio di San Pietro a Majella si terrà un concerto dei compositori delle isole ionie.

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ultima revisione: 26 agosto 2015